Aumentare l'imposta di soggiorno per i turisti con lo scopo di promuovere la cultura, limitare il turismo di massa e restituire la città ai residenti.
L’idea è quella di attrarre flussi di visitatori più interessati ad arte e cultura a discapito di un turismo di massa che soffoca la vita della città. “Abbiamo bisogno di gente che si ferma per più notti, visita musei e mangia nei ristoranti e non di chi viene per un week-end, mangia falafel e bazzica attorno al Quartiere a luci rosse”, ha dichiarato l’assessore Udo Kock.
A spingere sull’acceleratore sarebbero i residenti, scontenti del vertiginoso aumento dei prezzi delle case e dell’afflusso sempre maggiore di turisti in città: rispetto ai 12 milioni del 2011, nel 2016 oltre 17 milioni di visitatori sono giunti ad Amsterdam (che conta circa 850.000 abitanti). Secondo le stime, il numero è destinato ad aumentare fino a sforare i 23 milioni di turisti nei prossimi anni.
La modifica del piano fiscale non ha trovato consensi tra gli operatori alberghieri: fermare la “Disneyificazione” o tentativo di rimpinguare le casse comunali?